giovedì 9 novembre 2017

A' livella di Totò : traduzione

Per i pochi che vogliono avere chiara, pienamente, questa bellissima opera del grande Totò....
Mi scuso con l'autore se ho rovinato quest'opera incommensurabilmente bella...



 La livella

Ogni anno,il due novembre,c'é l'usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno deve compiere questo dovere;
ognuno deve avere questo pensiero.

Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch'io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo di zia Vincenza.

Quest'anno mi é capitata un' avventura...
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! se ci penso, che
paura!,
ma poi mi feci coraggio.

Il fatto è questo,statemi a sentire:
s'avvicinava l'ora di chiusura:
io, con calma, stavo per uscire
dando un'occhiata a qualche sepoltura.

"Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l'11 maggio del'31"

Lo stemma con la corona in cima...
...sotto una croce fatta di lampadine;
tre fasci di rose con la lista di lutto:
candele,candelotti e sei lumini.

Proprio accanto alla tomba di questo nobile
c'era un'altra tomba piccola,
abbandonata,senza nemmeno un fiore;
per segno soltanto una piccola croce.

E sulla  croce appena si leggeva:
"Esposito Gennaro - netturbino":
guardando questa tomba,che pena mi faceva
questo morto senza nemmeno lumino!

Questa è la vita! pensavo tra me e me...
chi ha avuto tanto e chi non ha niente!
Questo sciagurato si sarebbe mai aspettato
che anche nell'aldilà sarebbe stato un pezzente?

Mentre riflettevo su questo pensiero,
s'era già fatta quasi mezzanotte,
e rimasi chiuso prigioniero,
spaventato...davanti ai candelotti.

Tutto a un tratto,che vedo in lontananza?
Due ombre venire verso di me...
Pensai: sta cosa mi sembra strana...
Sono sveglio...dormo,o sono allucinazioni?

Altro che allucinazioni;era il Marchese:
con la tuba, il monocolo ed il bastone;
l'altro con lui un brutto arnese;
tutto sporco con una scopa in mano.

E quello certamente è don Gennaro...
il morto abbandonato...lo spazzino.
In questa cosa io non ci vedo chiaro:
sono morti e si ritirano a quest'ora?

Potevano star lontani da me quasi un palmo,
quando il Marchese si fermò di botto,
si volta e ..con calma,
disse a don Gennaro:"Giovanotto!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d'uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente"

"Signor Marchese,non è colpa mia,
non vi avrei mai fatto questo torto;
mia moglie ha fatto questa fesseria,
io che potevo fare se ero morto?

Se fossi vivo vi accontenterei,
prenderei la piccola cassa con le quattr'ossa
e proprio mo, guarda...in questo momento
entrerei dentro ad un'altra fossa".

"E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l'ira mia raggiunga l'eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!"

"Fammi vedere su..-piglia sta violenza...
'A verità,Marché,mi sono stufato
di sentirti;e sr perdo la pazienza,
dimentico che sono morto e so' mazzate!...

Ma chi ti credi di essere...un dio?
Qui, lo vuoi capire,che siamo eguali?...
...morto sei tu e morto so' pur'io;
qualsiasi morto é tale e quale".

"Lurido porco!...Come ti permetti
paragonarti a me ch'ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?".

"Ma quale Natale...Pasqua ed Epifania!!!
Te lo vuoi mettere in testa...nel cervello
che sei malato di fantasia?...
la morte sai cos'è?...è una livella.

Un re, un magistrato, un grande uomo,
attraversando questo cancello deve capacitarsi
che ha perso tutto,la vita e pure il nome:
non te ne sei capacitato ancora?

Perciò, stammi a me sentire...non fare restio,
sopportami vicino che t 'importa?
Queste pagliacciate le fanno solo i vivi:
noi siamo seri...apparteniamo alla morte!"

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